Ritorno all'artigianalità
- Daniel Love

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min

Numero 17
Ultimamente, pensiamo meno alla velocità della tecnologia e più alla sensazione che trasmettono i paesaggi digitali.
Proprio come quando si entra in una stanza allestita con cura, un sito web o una campagna dovrebbero evocare un senso di luogo. Stiamo assistendo a un allontanamento dall'austero e dallo sterile. Al contrario, i lavori più interessanti del momento prendono in prestito molto dal mondo fisico: ispirandosi alla trama di un lino pesante, alla pennellata su una tela o al drappeggio di un abito d'alta moda.
Qui esploriamo alcune delle idee attualmente appuntate sulla nostra mood board.
Tipografia
Il tocco manoscritto
Per molto tempo, il lettering digitale è stato sinonimo di perfezione: linee rette e angoli puliti. Ora c'è il desiderio di qualcosa di più umano.
Pensate alla differenza tra un biglietto scritto a mano lasciato sul tavolo della cucina e una bolletta stampata.
Il serif "imperfetto" | Si tratta di lettere con curve morbide e piccole peculiarità, che ricordano le copertine di vecchi libri o le incisioni su pietra. Portano con sé un senso di storia e calore
Lettering fluido | Parole che sembrano allungarsi o fluttuare leggermente, quasi come inchiostro che penetra nella carta. La sensazione è organica piuttosto che meccanica
Lo concepiamo come un'eleganza con un tocco di "vissuto", una leggera imperfezione studiata.

Colore
La palette "stanza dipinta"
Un allontanamento dai colori accesi e neon che spesso dominano il mondo tech. L'atmosfera verso cui ci orientiamo è più profonda, più ricca e radicata nel mondo naturale.
Immaginate il campionario colori di un marchio storico di vernici o l'interno di una biblioteca in penombra.
Verdi terrosi e olive intensi | Sofisticate e rilassanti, queste tonalità fungono da magnifico sfondo neutro, proprio come le piante in un salotto
Terracotta speziata | Un tono caldo, simile all'argilla, che aggiunge calore senza essere aggressivo
Blu gessosi | Blu morbidi e brumosi che risultano ariosi e leggeri, piuttosto che elettrici

La tela digitale
Arte e IA
L'intelligenza artificiale viene spesso discussa in termini freddi e tecnici. E spesso è così. Tuttavia, può anche essere vista attraverso una lente più artistica.
Proprio come i surrealisti usavano la logica del sogno per dipingere scene impossibili, molti designer stanno usando l'IA per creare immagini che sembrano provenire da un altro mondo.
Dadaismo Digitale | Immagini che fondono oggetti in modi stravaganti. Pensate a una sedia che si scioglie in un prato fiorito, o a un tessuto che si trasforma in acqua
Texture "Fashion-forward" | Prendendo ispirazione dalle passerelle, traduciamo l'aspetto del velluto stropicciato, della seta e del ricamo in sfondi digitali. Aggiunge uno strato di ricchezza che fa venire voglia di allungare la mano e toccare lo schermo
Provate a usare la tecnologia non per velocizzare le cose, ma per migliorarle. Può essere un ottimo strumento per abbozzare idee che sarebbe impossibile costruire in uno studio fisico.
In definitiva, l'obiettivo è creare un'atmosfera piacevole. Che si tratti di un post social o di un sito web, il contenuto digitale dovrebbe essere invitante quanto una casa ben progettata. Dovrebbe avere strati, consistenza e un senso innato di accoglienza.

Un momento di riflessione
L'ultimo imperatore della moda
Valentino Garavani (1932–2026)
La scorsa settimana, il mondo dell'alta moda ha perso il suo "Sceicco dello Chic". Valentino Garavani, l'uomo che ha definito lo splendore italiano per oltre mezzo secolo, si è spento il 19 gennaio nella sua casa di Roma. Aveva 93 anni.
Circondato dai suoi cari, tra cui Giancarlo Giammetti, suo socio d'affari e compagno più fedele per 65 anni, Valentino lascia un'eredità che trascende il semplice abbigliamento. Come ha notato la sua fondazione, ha attraversato il mondo con "rara delicatezza, silenzioso rigore e un amore sconfinato per la bellezza".
Una vita in rosso
Nato a Voghera ma eternamente legato a Roma, Valentino fondò il suo omonimo atelier nel 1959. Non disegnava solo abiti; creava momenti. Il suo debutto presentava l'abito da cocktail "La Fiesta" in una tonalità di cremisi brillante come un papavero che sarebbe diventata la sua firma: il Rosso Valentino.
"È vistoso, ma sta anche molto bene. Rende una donna molto felice perché la fa apparire sensazionale." — Valentino sul suo colore distintivo.
Mentre rifiutava notoriamente le tendenze "volgari" degli anni '80, la sua fedeltà al glamour attirò le donne più osservate del mondo, da Jacqueline Onassis ed Elizabeth Taylor a Julia Roberts e Claudia Schiffer.
L'uomo dietro il mito
Dietro il personaggio dell' "ultimo imperatore" c'era un uomo di profonda lealtà e umorismo. Mentre il pubblico vedeva lo stile di vita del jet-set — gli chalet a Gstaad e i castelli a Parigi — i suoi amici vedevano "Vava". In un toccante tributo, Gwyneth Paltrow ha ricordato il lato privato del couturier: "Amavo il modo in cui mi tormentava sempre affinché mettessi 'almeno un po' di mascara' quando venivo a cena. Amavo la sua risata impertinente."
Un'eredità duratura
Sebbene si fosse ritirato dalle passerelle nel 2008, la sua influenza non è mai venuta meno. I suoi successori, tra cui Pierpaolo Piccioli e Alessandro Michele, hanno continuato a guardare a lui come alla stella polare della Maison.
Piccioli ha descritto l'approccio di Valentino come un "genio innocente", notando che per lo stilista la bellezza non era mai solo un ornamento, ma "una forma di difesa, un luogo sicuro... uno scudo contro il mondo."
Valentino Garavani, 11 maggio 1932 – 19 gennaio 2026

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Daniel
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